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lunedì 2 giugno 2014

Google: diritto all'oblio per gli europei

Google: diritto all'oblio per gli europei

Da qualche giorno, uniformandosi a una decisione della Corte europea di giustizia,  Google permette ai suoi utenti europei di richiedere il "diritto ad essere dimenticati" nei servizi di ricerca su internet.
Naturalmente il compito non è semplice.



Per avere un'idea della mole di richieste, basti sapere che nella prima giornata di messa online del modulo, è arrivata in media una richiesta ogni tre secondi.
Il Paese che ha mandato più richieste è stato la Gran Bretagna con il 40% delle richieste totali.

La Corte di giustizia UE lo scorso 13 maggio aveva dichiarato che il motore di ricerca è responsabile del trattamento dei dati personali pubblicati su pagine web di terzi.

Tuttavia non è appunto semplice e anche la richiesta ha delle regole precise:

  • vale solo per i risultati di Google, il servizio non serve per rimuovere dal web una pagina che ci riguarda, bensì a rimuovere la pagina nella lista dei risultati restituiti dal motore di ricerca;
  • si può reclamare se si ritiene che i risultati della "query" in cui compare il proprio nome siano, in relazione agli scopi per cui sono stati pubblicati: eccessivi, inadeguati, irrilevanti, non più rilevanti;
  • in merito ai risultati della "query" più in particolare Google deciderà innanzitutto se le informazioni sono obsolete e d'interesse pubblico;
  • Google valuterà ogni singola richiesta cercando di bilanciare i diritti sulla privacy della persona con il diritto di tutti di conoscere e distribuire le informazioni;
  • Google ritiene informazione d'interesse pubblico le frodi finanziarie;
  • si dovranno fornire le copie digitali di un documento di identificazione (carta d'identità o patente);
  • il documento da allegare alla domanda deve essere rilasciato da un'autorità governativa;
  • occorre anche la firma elettronica della richiesta;
  • nel modulo, tra le altre informazioni, bisognerà inserire i link associati al nome che si desidera vengano rimossi;
  • la domanda può essere rivolta per conto terzi, in questo caso nel modulo bisogna inserire il nome del richiedente;
  • i moduli non saranno vagliati da un software, ma da addetti di Google;
  • tra i possibili esiti finali della richiesta, Google può inoltrare a sua volta la richiesta all'autorità per la Privacy;
  • Google non ha precisato né i tempi di cancellazione dei link, né i criteri applicati.


Qui il modulo per la richiesta:
https://support.google.com/legal/contact/lr_eudpa?product=websearch

Fonti:
"Internet, Google apre al diritto all'oblio. In Europa." da Repubblica.it
"Diritto all'oblio? Non è così facile. Ecco le regole per sparire da Google" da La Stampa
"Diritto all'oblio su Google, vediamo quanto ne sai" da Il Sole 24 ore

lunedì 26 maggio 2014

Educare alla rete

EDUCARE ALLA RETE

L'alfabeto della nuova cittadinanza nella società digitale

Il 29 gennaio 2014 si è celebrata la "Giornata europea della privacy: 'Educare alla Rete'" un'iniziativa promossa dal Consiglio d'Europa con il sostegno della Commissione Ue e di tutte le Autorità europee per la protezione dei dati personali.

In occasione di questa giornata è stato distribuito il volume che raccoglie le campagne di comunicazione istituzionale realizzate dall'Autorità in questi anni.

Il volume "EDUCARE ALLA RETE" fornisce informazioni, indicazioni e consigli supportati dalla legislazione per un uso consapevole dei Social Network dai diversi punti di vista: dei ragazzi, dei genitori, degli esperti e professionisti.
Il gergo della rete e le prassi da tenere nel rispetto della privacy tra i banchi di scuola: regole, cloud computing, temi in classe, cellulari e tablet, recite e gite scolastiche, rette e servizio mensa, videosorveglianza, iscrizioni e registro on line, pagella elettronica, voti, scrutini, esami di Stato, trattamento dei dati personali, informazioni sugli studenti, foto, audio e video, sicurezza e controllo.
Non mancano le stesse indicazioni per ciò che riguarda il settore della Salute e la tutela della privacy del paziente.

Lettura davvero molto interessante e ricca di indicazioni che nella società di oggi non possiamo proprio ignorare, soprattutto noi educatori e formatori: 
"I ragazzi che conoscono alla perfezione i meccanismi e la forza del web e delle innovazioni, nella maggior parte dei casi non sanno ancora valutare appieno le conseguenze delle proprie azioni: e questo li rende particolarmente vulnerabili. Bisogna convincere i ragazzi, che si muovono a volte in modo compulsavo tra il mondo digitale e quello reale, che la vita vera è ovunque: in Rete e fuori dalla Rete."

"La scuola potrebbe svolgere un ruolo di primo piano, prevedendo specifici progetti educativi nell'ambito dei programmi scolastici che insegnino ai giovani il modo di confrontarsi costruttivamente con le nuove forme espressive offerte dalla Rete, al fine di promuovere una gestione consapevole di tutti gli aspetti della propria vita che vengono consegnati al mondo on-line.
Dal canto loro, gli educatori ed i formatori devono essere aiutati a colmare il deficit di conoscenza dei nuovi fenomeni e strumenti comunicativi."





Altri passaggi interessanti presenti nell'introduzione al volume:
"Lo sviluppo impetuoso delle tecnologie digitali ha trasformato con incredibile velocità e con effetti difficilmente prevedibili l'organizzazione sociale del nostro tempo."

"Occorre prendere consapevolezza che questo ambiente (internet) non è un luogo separato, una realtà parallela ma piuttosto lo spazio in cui si dispiega una parte sempre più importante della vita reale.
Reale e virtuale non possono più essere declinati come due mondi distinti dove ciascuno è libero di assumere una diversa identità a seconda della circostanza, ma rappresentano ormai territori integrati da una costante e sempre più pervasiva 'connettività'"

"Siamo immersi nel digitale e sempre di più conosceremo noi stessi, il mondo e gli altri attraverso la tecnologia e sarebbe illusoria la pretesa di arrestare questa evoluzione con un semplicistico invito a 'scollegarsi' o 'disconnettersi'."

"Nello spazio digitale si possono violare le nostre persone, si possono negare i diritti, si possono manipolare o perfino rubare informazioni che riguardano strettamente aspetti fondamentali della nostra esistenza, che coincidono con la nostra vita."

"Occorre trovare nuove forme per tutelare la persona nella sua unicità tra vita fisica e vita digitale."

"Un'adeguata protezione dei dati si pone dunque come garanzia ineludibile per scongiurare il pericolo che le nuove tecnologie, indispensabili nel semplificare l'attività dei singoli individui, agevolare l'interscambio di informazioni, migliorare la vita di relazione, si traducano in strumenti perversi e potenzialmente lesivi. "

lunedì 30 settembre 2013

La privacy a scuola

Dai tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare.

Dal Garante per la protezione dei dati personali

Con l'inizio del nuovo anno scolastico, l'aumento dell'utilizzo dei social media nella didattica, l'utilizzo di foto e video, il registro elettronico, è bene ricordare quali siano le regole da rispettare per la tutela della privacy.



Il Garante ha stilato un Vademecum che affronta i seguenti punti:
  • temi in classe
  • cellulari e tablet
  • recite e gite scolastiche
  • retta e servizio mensa
  • telecamere
  • inserimento professionale
  • questionari per attività di ricerca
  • iscrizione e registri on line, pagella elettronica
  • voti, scrutini, esami di Stato
  • trattamento dei dati personali